www.alessandromasi.it

GIACOMO PORZANO. L'ESPRESSIONE DI UN SEGNO di Alessandro Masi


Rispondendo ad alcune domande che gli venivano sottoposte all'inizio degli anni Settanta, Giacomo Porzano ci ha consegnato un lucido quanto prezioso tracciato della propria poetica, riflettuta e ricomposta, chiarita a se stesso, come raramente gli artisti contemporanei hanno saputo fare. "Avverto sempre il senso del tempo che passa sulle cose - confessava trall'altro - l'impronta che esso lascia su tutto e tutti. E spesso tutto questo esce fuori in chiave ironica, ironia come difesa e comunque ironia commossa [...] In ognuno di noi esiste una duplicità e non molti hanno il coraggio di fissare con gli occhi i propri occhi nello specchio, troverebbero un'altra parte nascosta di loro stessi, chiamata squilibrio".
Questa ironia, "ironia commossa", e l'inflessibile volontà di affrontare anche gli aspetti meno lineari dell'esistenza umana, spesso celati e inconfessati, hanno costituito il filo conduttore e lo strumento privilegiato che Porzano ha adottato per avvicinarsi alla realtà del suo tempo, analizzarla, farla propria, rielaborarla e riconsegnarla attraverso l'arte. Ironia che, lungi dal voler divertire o incuriosire, presuppone uno sguardo austero e disilluso, esercitato quotidianamente senza timore di incontrare debolezze e incoerenze, e che si traduce in una visione concreta, pienamente comprensibile, figurativa al di là di qualsiasi tentazione contestatrice: "Mi interessano gli infelici, i silenziosi, coloro ai quali va sempre 'così così'; mi commuove il grigiore dignitoso della vita", >>